06 dicembre 2009


"Miracolo" a Castellucchio

Non credo di esagerare se titolo questo post in questo modo. L'avvenimento in questione è la rappresentazione che l'Accademia "F. Campogalliani" di Mantova ha tenuto presso il teatro SOMS di Castellucchio sabato 5 dicembre 2009. Quello che ha veramente stupito tutti è stata la grande presenza di pubblico che ha riempito il teatro in ogni ordine di posti. Notevole sopratutto l'affluenza del pubblico castellucchiese che mostra di apprezzare queste serate teatrali di qualità. Allora è necessario sottolineare che non è poi così vero che è difficile oggi far uscire di casa le persone,quello che è successo nella serata del 5 dicembre lo dimostra ampiamente, in cosiderazione anche che nella stessa serata nel teatro parrocchiale, sempre di Castellucchio c'era un'altro spettacolo, e che in televisione c'era una partita come Juventus Inter. Questo amplifica maggiormente l'importanza di tutte queste presenze. Soddisfazione da parte della Pro loco e dell'amministrazione comunale organizzatrici della serata, che oltre alla serata di cui si parla hanno già messo in cartello altre due rappresentazioni da effettuarsi il prossimo anno. Per la cronaca la "Campogalliani" ha rappresentato due atti unici di Achille Campanile per la regia di Maria Grazia Bettini: La morte di Piero" e "Centocinquanta la gallina canta".

16 novembre 2009

Filodrammatica di Formigosa

La Filodrammatica di Formigosa


Sono iniziate da poco le prove della nuova commedia che la Filodrammatica di Formigosa rappresenterà nel gennaio 2010 nella rassegna teatrale che si terrà a Formigosa. Lo storico gruppo mantovano ha scelto ancora un mio testo: "Al stradèl dla fera". Così dopo "La crus d'an scarpulin, "Na spera ad sul" e "Na bèla scuperta", proporranno questo inedito testo scritto quest'anno, un testo con risvolti nostaligici che prende spunto da un fatto realmente accaduto.

30 ottobre 2009

Na tempesta söta!

Con questa nuova commedia intitolata "Na tempesta söta!", sono arrivato al 21° testo teatrale in dialetto mantovano. Pubblicata il 29 ottobre 2009 è la terza scritta quest'anno. Siamo nel 1969 la tranquillità di una famiglia contadina mantovana, viene bruscamente interrotta dall’arrivo di Adelina. Sorella del proprietario dell’azienda agricola (Nando), intende dopo parecchi anni vissuti a Milano venire ad abitare nella loro casa, ostinandosi anche nel voler portare nell’abitazione tutte quelle migliorie che il progresso ha già messo in moto da tempo. Lo scontro con gli altri famigliari è inevitabile, le discussioni si susseguono continuamente, alimentate anche da altri personaggi che ruotano attorno alla famiglia. La vicenda si ingarbuglia sempre di più alimentando i rancori fra i protagonisti, senza che nessuno di questi voglia recedere dalle proprie convinzioni. La convivenza si fa sempre più difficile fino a quando . . .

22 agosto 2009

Pubblicato 20° testo teatrale in dialetto mantovano

Ed ecco pubblicato il 20° testo! "Al savur di bèsi", questo è il titolo della nuova commedia. 19 storie tutte da ridere, tranne una: "Pupà andom". Un testo questo scritto nel 2000, dove viene narrata una drammatica vicenda legata all'immigrazione mantovana in sud americana avvenuta nella seconda metà dell'ottocento. Ma tornando all'ultimo testo pubblicato scritto in quest'ultima caldissima estate, si racconta di quando ci si può trovare improvvisamente nella possibilità di ereditare qualcosa. In questo caso gli atteggiamenti nei confronti di chi vi lascerà del denaro cambia in modo drastico. Anche in modo negativo,tanto di escogitare trame delinquenziali per ottenere in tempi brevi l'agognata eredità. Giovanni, o meglio Giuvan, il nostro protagonista si trova al centro di questa storia che si concluderà non senza sorprese. Il testo integrale della nuova commedia lo potete trovare e scaricare dal mio sito http://www.francozaffanella.it/

29 aprile 2009

Al stradèl dla fera

Viene pubblicato oggi il nuovo testo teatrale "Al stradèl dla fera". Mi sembra quasi improbabile eppure questo è il 19° testo in dialetto mantovano. Tanti, sono veramente tanti, perfino da farmi diventare tra gli autori italiani più prolifici nel teatro in vernacolo. Le vicende dei personaggi di questa storia si intrecciano in una piccola borgata della campagna mantovana, dove per certi versi il tempo sembra essersi fermato. A turbare alcuni nostri protagonisti è la prevista asfaltatura di un piccolo stradello. Fra i vari pareri che si contrappongono, nascono e vivono insolite vicende che non mancheranno di sorprendere. Tanto per non perdere l'allenamento ho iniziato a scrivere un nuovo testo, il 20°! Titolo provvisorio: "Sta a la larga da Giuvan". Il testo è conultabile sul mio sito http://www.francozaffanella.it/

13 aprile 2009

Don Primo . . . adesso
Finalmente siamo giunti alla presentazione del documentario "Don Primo . . . adesso". Il lavoro commissionatomi dalla "Fondazione Mazzolari" nel gennaio 2007 uscirà in edicola sabato 18 aprile 2009 con il quotidiano di Cremona "La Provincia". 38 minuti di visione, dove si potranno vedere diversi filmati originali, ma sopratutto sentire la sua voce in alcuni passaggi di suoi famosi discorsi ed omelie. Ne esce un lavoro interessante che va appieno ad illustrare il percorso di vita di Don Primo Mazzolari, riuscendo in modo efficace a far emergere la meraviglia delle sue doti.
Il percorso di lavoro arricchito da diverse interviste, è stato condiviso con il segretario delle "Fondazione Mazzolari" Giancarlo Ghidorsi, che con la sua passione e competenza mi ha seguito passo passo nella stesura del documentario. Successivamente il DVD si potrà acquistare anche presso la sede della "Fondazione Mazzolari" in via Castello a Bozzolo.
L'ampio articolo dedicato al documentario pubblicato dal quotidiano "La provincia"

03 marzo 2009

I rataplan del cafer


La compagnia teatrale "I rataplan del cafer" di Bagolino (BS) partecipano al concorso teatrale nazionale "Gran Leonessa d'oro" di Travagliato (BS) .Provenienti da varie parti d'italia sono una decina le compagnie partecipanti a questa nona edizione. La loro esibizione avverrà al teatro "Pietro Micheletti" di Travagliato il 22 marzo. Il testo che proporranno è "Bèla scuperta!" variazione del mio lavoro dell'anno scorso: "Na ciavada fata ben". A tutto il gruppo, che già nel 2008 aveva portato in scena un mio testo "A l'è an bevr in vin", adattato in "Le mereconde", non posso che inviare un grande in bocca al lupo!

24 febbraio 2009

Ho soffiato su quel fuoco

Marika Anghinoni nella parte dell'americana

Ebbene si, dopo un anno sono tornato a Rivarolo Mantovano,l'occasione mi è data nuovamente dalla compagnia teatrale locale "I Piasarot" che propongono un altro mio testo, "N'americana a Casadach" (il terzo dopo "I cunt dla cuntesa Isabèla" e "Töti mat par la Pierina"). Cosi domenica 22 febbraio ho assistito ad una performance che non lascia spazio a dubbi di alcun genere: I Piasarot incantano! Sembra che questo testo sia stato cucito loro addosso come un abito su misura.Tutto gira a meraviglia in una scenografia allestita in modo superbo. L'atmosfera fra il pubblico è la stessa dell'anno scorso, ma complessivamente le interpretazioni dei vari personaggi, azzeccate nei vari ruoli, hanno una maggiore vivezza ed energia. Si percepisce molto bene quanto lavoro ed impegno ci sia stato dietro a questa rappresentazione e come sempre il lavoro paga. "I Piasarot" l'altra sera hanno acceso un altro fuoco qui a Rivarolo, un fuoco di bene e di divertimento che tutto il paese tiene premurosamente acceso. Ho soffiato anch'io su quel fuoco, perchè rimanga acceso e non si spenga mai.

Franco Zaffanella






14 gennaio 2009

Don Primo Mazzolari


E’ ormai in dirittura d’arrivo la realizzazione del documentario su Don Primo Mazzolari, da poco è iniziato il lavoro di montaggio e fra poche settimane sarà presentato a Bozzolo (MN), proprio nell’imminente 50° della morte, avvenuta il 12 aprile 1959. Ho avuto modo attraverso questo mio lavoro di approfondire la conoscenza di quest’uomo straordinario ancora oggi attualissimo. Mi è capitato in questi giorni di leggere “Tu non uccidere”, il testo di Mazzolari fatto uscire in anonimato nel 1955, Don Primo scrive: “A parte che la guerra è sempre “criminale” in sé e per sé (poiché affida alla forza la soluzione di un problema di diritto); a parte che essa è sempre una trappola per la povera gente (che paga con il sangue ne ricava i danni e le beffe); a parte che essa è sempre mostruosamente sproporzionata (per il sacrificio che richiede, contro i risultati che ottiene, se pur li ottiene); a parte che essa è sempre “antiumana e anticristiana” (perché si rileva una trappola bestiale e ferisce direttamente lo spirito del cristianesimo); a parte che essa è sempre “inutile strage” (perché una soluzione di forza non è giusta; e sempre e comunque apre la porta agli abusi e crea nuovi scontri). Ho voluto portare questa testimonianza di Don Primo Mazzolari perché in questi giorni siamo invasi dalle immagini televisive che arrivano nelle nostre case dalla striscia di Gaza, ed io non posso fare a meno di non pensare a quei bambini,strappati alla vita senza nessuna colpa,privati negli affetti, nel loro diritto di vivere un infanzia normale. Mi viene in mente la mia spensierata infanzia e quella di tanti miei coetanei che non hanno visto nessuna guerra, e non si sono mai sentiti minacciati, bambini che andavano a scuola, avevano una famiglia, gli amici, i giochi, senza rendersi conto quanto di bello stavano vivendo. Per terminare voglio citare un’altra frase tratta da “Tu non uccidere”: …”Chi pensa di difendere la libertà con la guerra si troverà con un mondo senza nessuna libertà”.

23 dicembre 2008

Turtèi cun la söca


Prima di parlare dei tortelli di zucca, piatto mantovano per eccellenza, bisognerebbe togliersi il cappello e fare l’inchino. Dentro il ripieno non ci sono solo la zucca, gli amaretti o quant’altro serve, ma c’è una radicata tradizione secolare che riaffiora ad ogni Vigilia di Natale. E’ proprio in questa magica serata che i tortelli di zucca salgono sul trono; un momento dove facilmente si possono intravedere tutti i motivi che hanno fuso il piacere della tavola con la solennità di questa importante festa Cristiana. Così nella famiglia mantovana che si riunisce nella sera della Vigilia, lasciando per una volta da parte tutte le tribolazioni e i dissapori, ritrova come per magia tutti gli affetti possibili. Non è difficile per chiunque portare la propria memoria a quando si era bambini, quei momenti di felicità, di dolcezza, ci sono rimasti nel cuore, lasciando segni incancellabili. Ogni volta che assaggiamo i tortelli di zucca, anche inconsapevolmente questi ricordi tornano a far capolino e a deliziarci insieme alla prelibatezza di questo piatto straordinario.

Per meglio celebrare i tortelli di zucca, riporto una famosa poesia dialettale di Alfredo Facchini (Fredon), tratta da libro "Dadlà dla fümana" pubblicato nel 1976.
Turtèj cun la söca
S'at vö far di bon tortèj,
t'j'a pö far coi salamèj
ma, la clasica ricèta,
l'è me madar ch'la m'la deta:
Süca stagna, ben Bojida,
in d'an stras ben sgosolada,
amaret c'me pasta trida,
formaj tant e nos moscada . . .
La mostarda casalina,
pò t'agh šonti e'l pan gratà,
da limon 'na scorsetina . . .
Con le man, taca-a impastà!
fat al pist, fa di gnochin
e, in dla sfoja ben tirada,
fa 'na specie d'agnulin
ma, da forma, an pò squadrada.
Cot 'al dent, come cünser,
agh völ ojo e 'n pò d'buter
e formai a volontà . . .
At gh'è pronta da magnà
'na minestra da sgordun
da dacquar col . . . scagaron!
Traduzione
Se tu vuoi fare dei buoni tortelli, li puoi fare con le salsiccie ma la classica ricetta è mia mamma che me la detta: Zucca soda, ben bollita, in uno straccio ben gocciolata, amaretti tritati, formaggio molto e noce moscata. . . . La mostarda casareccia, poi aggiungi e pane grattugiato, di limone una scorzetta . . . Con le mani poi comincia ad impastare. Fatto il pesto, fai delle palline e nella sfoglia ben tirata fai una specie di agnolotto ma più quadrato. Cotto al dente, va condito con olio, burro e formaggio a volontà . . . Hai pronta così da mangiare una minestra da golosi e da innaffiare con vino nero generoso!
Da sito internet

La ricetta per i tortelli di zucca
Lesso una zucca mantovana cotta a vapore, la sbuccio e la metto in un sacchetto di tela e la lascio scolare diverse ore. Più sarà asciutta e consistente e meno si farà uso di pan grattato. Mescolo poi la zucca con amaretti tritati, mostarda mantovana tritata, grana grattugiato, noce moscata grattugiata e se serve pane grattato. La lascio a mantecare per una notte in frigorifero così si insaporisce. Preparo poi una sfoglia elastica, la taglio a quadretti e la farcisco. Vanno conditi con burro fuso e salvia, con un velo di noce moscata grattugiata, oppure con ragù di salsiccia. Mantecare con formaggio grana.
Buon appetito e auguri di un buon Natale

15 novembre 2008

Dla banda dal furmentun


E' nella data di oggi la pubblicazione del mio nuovo testo teatrale in dialetto mantovano. Con questa produzione i lavori fino ad oggi sono 18. Otto sono i personaggi della nuova commedia strutturata come è mia consuetudine in tre atti. Giovanni,il nostro protagonista,non ha mai avuto relazioni sentimentali,improvvisamente conosce nel palazzo dove abita una nuova inquilina di cui si innamora. Un amore ricambiato, ma che le sorelle di Giovanni cercano di ostacolare, timorose che questa possa dissipare il patrimonio del fratello. La zia Marisa che aiuta il nipote in alcuni lavori domestici, difende le sue scelte scontrandosi apertamente con le altre nipoti. Vorrei anche ricordare che nei primi mesi del 2009 è prevista la pubblicazione di un nuovo testo che attualmente sto scrivendo,dal titolo già annunciato: Al stradèl dla fera".

06 ottobre 2008

Al stradèl dla fera

Una piccola strada che si trova nel territorio comunale di Castellucchio (MN), è oggi mio malgrado protagonista sul blog. La preziosità di una strada bianca che in direzione Grazie dalle Crocette porta a Corte Picco, ha finito di stupirci con la sua antica bellezza, lasciando il posto ad una anonima striscia d’asfalto. Già anticamente denominata via Coazze, nome che viene dato dalla corte Coazze sita nelle vicinanze, questa via di transito che da sempre è stata utilizzata per recarsi alle Grazie per tutti le persone che abitavano e abitano a sud del famoso Santuario, esisteva già nel 1700 com’è documentato nel catasto Teresiano. Così la vista anche il mio antenato Angelo Francesco Zaffanella che nel 1822 venne ad abitare in via Crocette proveniente da Campitello. Ora potremo tutti andare più veloci, senza scossoni, senza impolverare la macchina, perché dobbiamo arrivare senza perdere tempo e poi dobbiamo ritornare, sempre di fretta, senza soste, ormai intrappolati e dimentichi di quei valori che non sappiamo più riconoscere, o meglio in grado di riconoscere ma che non siamo più in grado di attuare e salvaguardare. Trovo questa scelta sbagliata, anche perché credo che non sia certo il momento questo di incoraggiare l’uso dell’auto, ma l’uso alternativo all’auto, soprattutto per piccoli spostamenti in una strada peraltro con pochissimo traffico e senza nessuno che attualmente vi abiti.
A pensarci bene prima la strada aveva dei dissuasori naturali che ci potevamo permettere di rallentare e poterci guardare intorno, perché siamo in mezzo alla campagna con i suoi colori e le sue peculiarità. La strada così com’era non doveva essere vista come un disagio, ma come una risorsa; non so quale sia il beneficio, o se questo beneficio sia superiore al valore di mantenere una strada così come l’abbiamo sempre vista, con un anima invisibile che la caratterizzava e che inconsapevolmente ci apparteneva. Sono convinto che quest’opera ci allontana ancora di più dal nostro passato, quel passato che invece di cancellare dovremmo prendere ad esempio per cercare di riportare quell’equilibrio che oggi sembra smarrito. Anche a livello governativo recenti disposizioni legislative invitano a tenere in prioritaria considerazione gli interessi alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale; non da meno bisogna anche sottolineare che la Comunità Europea sostiene la salvaguardia delle strade bianche.

In diverse occasioni quando mi è capitato di parlare di questo argomento, inaspettatamente ho trovato molta solidarietà, ma la cosa di cui sono particolarmente compiaciuto è data dal fatto che il mio pensiero era esattamente quello del compianto Sindaco di Castellucchio Pierangelo Lazzarini. Su questa strada, o meglio su questa terra hanno camminato i nostri padri, una via di pellegrinaggio verso le Grazie, ed è anche attraverso via Coazze che i volontari universitari sbandarono in fuga dopo la famosa battaglia di Curtatone e Montanara del 29 maggio 1848. La strada poche ore dopo fu percorsa da due brigate austriache che nella notte bivaccarono nella zona: alle Crocette la Clam e la Strassoldo, la Taxis a Gabbiana. Questi stessi uomini insieme alle altre brigate accampate nelle vicinanze il giorno dopo ripresero la strada per portarsi verso Goito dove furono sconfitti dai piemontesi. L’affresco dipinto su queste terre nel corso dei secoli ha perso uno dei suoi colori più naturali e veri, questa piccola strada che poteva dar voce a tutta quella cultura storica e paesaggistica del territorio, non ha avuto scampo, è morta nel segno di uno sviluppo non sostenibile nell’estate 2008, per la soddisfazione di molti.
N.B. Nel contesto di questo argomento ho iniziato ha scrivere da poco un nuovo testo teatrale che non poteva avere che un titolo: “Al stradèl dla fera”.

Le immagini si riferiscono alla strada com'era prima dell'asfaltatura.

03 settembre 2008

Il bosco che corre


Ritorniamo a parlare del testo teatrale “Il bosco che corre” perché il 2008 è stato un anno che lo ha visto protagonista in molte scuole italiane. Ho avuto già modo di scrivere su questo testo, senza dubbio il migliore sotto molti punti di vista fra tutti quelli che ho scritto. Al di la dell'aspetto di socializzazione che il teatro riesce ad insegnare, questa è una storia che nel contesto della nostra società invita a guardare in faccia anche le persone più bisognose, saper tendere una mano a chi è più debole e bisognoso di aiuto. Senza la solidarietà non è possibile creare una società sostenibile, per questo “Il bosco che corre” aiuta i bambini e i ragazzi a comprendere di non isolare e dimenticare nessuno, rispettando anche chi può avere culture o idee diverse dalla proprie. Molte le rappresentazioni documentate, fra queste addirittura una fatta dai bambini della scuola italiana di Teheran in Iran, ma chissà per quante non ne sono venuto a conoscenza. Per questo invito chiunque utilizza i miei testi a segnalarmi la rappresentazione.
Chi lo ha rappresentato nel 2008:
SCUOLA PRIMARIA DI SAN GIOVANNI DI OSTELLATO - FERRARA
SCUOLA PRIMARIA DI PINZOLO - TRENTO
ISTITUTO COMPRENSIVO DON ENRICO MONTI FOLIGNANO - ASCOLI PICENO
SCUOLA PRIMARIA 2 A-B C. BATTISTI MARTINSICURO - TERAMO
SCUOLA INFANZIA BARBARA MICARELLI ASSISI - PERUGIA
GENITORI D.D. 1° CIRCOLO SASSUOLO - MODENA
ALUNNI ISTITUTO AGOSTI - BELLUNO
SCUOLA PRIMARIA CIRCOLO DIDATTICO S. PIO X - FOGGIA
SCUOLA MATERNA GLI ANGELI DI S. GIULIANO CESA - CASERTA
SCUOLA ITALIANA DI TEHERAN - IRAN


I disegni dei bambini della scuola primaria di Pinzolo in provincia di Trento
Il video dei bambini della scuola materna di S. Giuliano Cesa in Provincia di Caserta

03 maggio 2008

Diciasettesimo testo in dialetto mantovano


Paolo Sarzi Maddidini, Marco Portioli e Elena Magni della compagnia "Insieme per Caso"


E' stato pubblicato i primi di maggio il nuovo testo teatrale in dialetto mantovano"Na ciavada fata ben". La vicenda racconta la preoccupazione esagerata di una madre nei confronti della figlia, per la quale decide di trovargli il fidanzato “giusto” attraverso un agenzia matrimoniale, convinta che solo in questo modo si riesca a trovare un ragazzo per bene e con un buon patrimonio. L’oppressiva madre insiste per far si che la sua idea sia avvalorata da tutti, ma dopo aver raggiunto il suo scopo . . . Per la verità il testo è stato terminato verso la fine del 2007 ma solo ora è avvenuta la pubblicazione. Il nuovo testo va ad aggiungersi alle tematiche già espresse ne "Töti mat par la Pierina" e sarà la prossima rappresentazione dell'Associazione culturale "Insieme per caso" di Casatico (MN). Il testo si può visionare sul mio sito internet www.francozaffanella.it

10 marzo 2008

La Filodrammatica di Formigosa cala il tris

Eccezionale performance della Filodrammatica di Formigosa (MN) realizzata da sabato 16 febbraio a sabato 1° marzo 2008 presso la Sala di Capi a Barbasso (MN). Non tanto per aver rappresentato tre testi miei, ma per averlo fatto nell'arco di 15 giorni, considerando il cambio delle scenografie, i costumi, e storie con personaggi completamente diversi. Un impegno importante, con notevoli sacrifici da parte di tutti in questa particolare manifestazione a ricordo di Morena Soriani , manifestazione che ha avuto un successo di pubblico oltre le previsioni.


La locandina della rassegna

"La crus d'an scarpulin" Na spera 'd sul" e "Na bèla scuperta" sono i tre testi rappresentati. "Na bèla scuperta" è stata da poco messa in scena e ho avuto modo di vederla per la prima volta domenica 9 marzo 2008 presso il palazzetto dello sport di Lunetta (MN). Un testo che consiglio a tutti di vedere, sopratutto per la questione che pone in merito al quanto si guardi e al quanto si crede nelle trasmissioni televisive. Uno spunto per riflettere e cercare di porre una maggiore attenzione a quello che ci viene proposto. Buona la rappresentazione del gruppo, orfano (purtroppo) di Silvano Burato che per la prima volta non è salito sul palco a recitare ma si è dedicato esclusivamente alla regia. Questi gli attori: Maurizio Nicchio, Lina Vincenzi, Daria Malagnini, Maurizio Talassi, Mirella Greggio, Sergio Simonazzi, Erina Alessi, Gianni Baratti. Suggeritrice Elide Bonomi, responsabile di scena Maurizio Muraro, Luci e suoni Renzo Zapparoli. La scenografia è del compianto Silvio Bassi che a più di un anno dalla sua scomparsa continua a vivere nel ricordo di tutti noi e nelle sue splendide realizzazioni scenografiche.


Tutti i componenti del gruppo appena terminata la rappresentazione di Lunetta

04 febbraio 2008

Serata magnifica a Rivarolo Mantovano


Una leggera pioggia accompagna questo mio brevissimo viaggio in quel di Rivarolo mantovano domenica sera 3 febbraio 2008. Ho accettato molto volentieri l'invito rivoltomi dalla locale compagnia teatrale "I Piasarot" per assistere alla prima di una rappresentazione di un mio testo "Töti mat par la Pierina". Curioso tra l'altro che anche un'altra compagnia "Fil da fèr", faccia la stessa commedia in questa serata a Cerese. Credo che essere presente a questa rappresentazione era il minimo che potessi fare, anche per ricambiare l'affetto dimostrato nei miei confronti da tutto il gruppo. E' certamente gratificante poi poter assistere direttamente alla materializzazione di un progetto teatrale, di una storia creata sulla carta e solo immaginata. La curiosità è molta e chissà perchè ho la netta sensazione che non rimarrò deluso. Certo qui loro giocano in casa e il successo per certi versi è già garantito, mi meraviglia il fatto che nonostante manchi poco all'inizio i protagonisti sono ancora in giro per la sala a salutare,a curare gli ultimi dettagli perchè tutto fili a dovere. La sala polivalente del paese è stracolma di gente, qui tutti fanno cerchio attorno a questo gruppo, un cerchio che non ha bisogno di molte spiegazioni, qui è il bene che vuole il bene, il positivo che "sposa" il positivo, la gioia che guarda in faccia a tutti, senza escludere nessuno, per un ricordo che può durare anche una vita. Se un gruppo di persone che ama recitare per diletto, richiama così tanta gente, li fa divertire, li schioda per una sera dalle sedie davanti alla televisione, li coinvolge anche in un'opera di beneficenza importante; allora signori davanti a queste persone giù il cappello! Ma se allora si riesce a fare cose così belle, anche nella loro semplicità, non è così vero che questo mondo è poi così "malato". Sono felice di aver potuto dare il mio piccolo contributo a questa magnifica serata di Rivarolo mantovano, nella quale al di la di tutto ho potuto vedere anche l'impegno e la preparazione di tutti gli attori. Uscendo, forse anche troppo frettolosamente alla fine della commedia, fra i commenti positivi che sentivo fra la gente vorrei richiamare in particolare quello di una donna che ha esclamato " L'è bèl però ogni tant fa na qual bèla ridida". Grazie ragazzi! Grazie a Marika Anghinoni, Massimo Selmini, Angelo Selmini, Milly Lanfranchi, Marco Cominotti, Alberto Buttarelli, Matteo Lazzari, Renato Lazzari.

Franco Zaffanella

10 gennaio 2008

I testi rappresentati nei prossimi giorni


Il gruppo "Carnevale delle donne" di Pegognaga (MN)
al debutto con "Basta poch par metar giudesi" lunedi 4 febbraio 2008

Il 2008 si apre con diverse rappresentazioni che vedono protagonisti i miei testi. Ecco in dettaglio l'elenco completo:
Si inizia sabato 12 gennaio con la Filodrammatica di Formigosa che al Cinema Dante di Suzzara (MN) rappresenta "Na spera 'd sul"; sabato 19 gennaio "An fölmin a ciel seren" verrà rappresentato dall'associazione culturale "Insieme per caso" di Casatico nel teatro parrocchiale di Campitello (MN). Sempre sabato 19 gennaio prima assoluta della commedia "Na bèla scuperta" con la Filodrammatica di Formigosa che lo rappresenta nel teatro parrocchiale di Formigosa (MN), testo che sarà replicato sempre a Formigosa nel pomeriggio seguente del 20 gennaio. Sabato 2 febbraio 3 rappresentazioni, due in provincia di Mantova e una in provincia di Trento. La Filodrammatica di Formigosa sarà protagonista nel teatro di Marmirolo (MN) con "La crus d'an scarpulin", mentre a Cerese la compagnia "Fil da fèr" rappresenta "Töti mat par la Pierina". La rappresentazione fuori provincia si terrà presso il teatro di Storo (TN) dove nel contesto della rassegna teatrale del Chiese la compagnia "Rataplan" di Ponte Caffaro (BS) si cimenterà in "Le Mariconde" libera riedizione in dialetto bresciano della commedia "A l'è 'n bevr in vin". Curioso gemellaggio teatrale fra un piatto della tradizione mantovana e quella bresciana. la commedia verrà replicata sabato 9 febbraio presso il teatro parrocchiale di Nave in provincia di Brescia. Domenica 3 febbraio alle ore 21.00 la compagnia dialettale "I Piasarot" portèrà in scena "Töti mat par la Pierina" presso la sala polivalente di Rivarolo Mantovano. Non poteva ovviamente mancare in questo periodo il gruppo del "Carnevale delle donne" di Pegognaga (MN), che ritornano a cimentarsi con un mio testo lunedi 4 febbraio presso il teatro Anselmi di Pegognaga rappresentando "Basta poch par metar giudesi".
A tutti buon divertimento!

16 dicembre 2007

Auguri!


02 luglio 2007

An fölmin a ciel seren

Le immagini dalla mia nuova commedia che ha esordito a Casatico di Marcaria (MN) il 30 giugno 2007 con l'associazione culturale "Insieme per caso" di Casatico.

24 maggio 2007

La roccaforte del dialetto mantovano.




Parlare del dialetto mantovano, come per il resto di tutti i dialetti, si rischia di avventurarsi in mondo ancora per certi versi inesplorato, ma soprattutto molto ingarbugliato, dove rimane difficile slegare tutti i nodi, e rendere con chiarezza una esauriente esposizione. Ritengo che innanzitutto il dialetto è essenzialmente una lingua parlata, ed io che scrivo di dialetto, lo constato sempre più. Se andiamo a leggere vari autori che in passato ed ancora oggi affrontano l'argomento, si trovano profonde divergenze nel modo di scrivere, e di conseguenza trovare riferimenti univoci. La differenza poi che si incontra nel cercare di affrontare le varie espressioni che cambiano continuamente, anche nel loro significato spostandosi di qua e di la della provincia rendono ancora più ardua la ricerca. Le influenze poi date dalle vicinanze venete ed emiliane, dove la nostra provincia si incunea, si "aggrappa" quasi a volere avere più identità, e non ultime le dominazioni francesi e germaniche completano il quadro. La città di Mantova, luogo che meglio di tutti gli altri ha subito meno "inquinamenti", e che dovrebbe in teoria essere il centro del vero dialetto mantovano, ha purtroppo oggi perso questo privilegio. Non voglio avventurarmi nel cercare i motivi di questa "caduta", credo possiamo facilmente individuarli. Se oggi (incö) non (ogi), vogliamo trovare un'alternativa che possa in qualche modo sostituire la città di Mantova, soprattutto nella genuinità della parlata ed anche con meno influenze esterne, possiamo individuare i luoghi compresi fra i Comuni di Castellucchio e di Marcaria. Luoghi questi, dove il dialetto è ancora molto vivo, ma soprattutto ha conservato la sua parlata originale. A difendere la parlata locale ci sono importanti confini naturali: a sud il fiume Oglio, ad est il famoso Serraglio dei Gonzaga che partiva da Borgoforte e terminava a Curtatone; mentre a nord il fiume Mincio, e se vogliamo proprio chiudere il cerchio, ad ovest la strada Postumia. Questi i paesi, o i borghi che ho individuato in questo territorio: Castellucchio, Rodigo, Rivalta sul Mincio, Grazie, Buscoldo, San Lorenzo, Gabbiana, Pilastro, Cesole, Canicossa, Campitello, San Michele in Bosco, Marcaria, Casatico, Ospitaletto, Gafurro, e Sarginesco . La centralità di questo territorio lo disegna il triangolo formato dai paesi di Castellucchio, Ospitaletto e Gabbiana. Chi meglio di questo luogo ha preservato il dialetto mantovano? La discussione è aperta. Se vogliamo anche aggiungere un particolare non certo irrilevante vi si trovano fra queste "mura" cinque compagnie di teatro dialettale: "Verderam" di Sarginesco, la "Loggia" di Castellucchio, "Insieme per caso" di Casatico e "I sciupà dal Serai" e "Teatro mania" di Buscoldo. Credo sia importante segnalare anche un'altra compagnia sita a Marcaria, ed un'altra ancora in procinto di formarsi a Castellucchio. Ma ancora più interessante notare i numerosi autori di teatro dialettale della zona, primo fra tutti il compianto Fosco Baboni, brillante autore di Castellucchio che insieme a Lino Predari, altro autore Castellucchiese, sono stati i veri motori trainanti a diffondere e a preservare il dialetto locale e a dare gli imput per far crescere altri autori come il sottoscritto di Gabbiana, Cirillo Chittolina di Sarginesco, e Oliviero Cervi con Danilo Ventrice di Castellucchio. Questi autori messi insieme superano i 40 testi scritti, è veramente un piccolo record, che non ha eguali in provincia di Mantova. Per non perdere il "vizio" da qualche settimana ho iniziato una ricerca di parole dialettali locali, e mi sono ritrovato in un mondo che sembrava li a portata di mano, ma che non conoscevo poi così bene. Le fonti orali che sto raccogliendo qua e la, sono un vero tesoro di cultura, tradizione, e amore del passato, che non è poi così lontano, ma vicinissimo, tanto da sentirne gli odori, i sospiri, le maledizioni di questa gente che cammina ancora qui con noi , senza che noi ce ne accorgiamo.



Franco Zaffanella